La piccola Stella




La villa sul lago era lì. Imponente. Bellissima. I soffitti di legno raccontavano di storie antiche e passate. L’energia era tangibile, forte, magnetica. È così che Piccola, donna solare e malinconica si ritrovò da sola a vagare tra quelle pareti, quell’energia l’aveva quasi stregata.
Il suo movimento la rappresentava tutta. Leggeri i suoi passi come la sua anima. La meraviglia dei luoghi faceva sì che la sua purezza venisse alla luce. Salì le scale tutte d’un fiato, all’ultimo piano una finestra di legno ammirava, tramite i vetri, il maestoso lago. Piccola si soffermò un istante, lo sguardo fisso, l’acqua per lei era fonte di vita. Non seppe quanto riuscì a stare immobile guardando il lago, il sole le illuminava i capelli un po’ scomposti, gli occhiali colorati di un arancio acceso, le labbra perfette, carnose quel tanto che basta. Gli occhi vispi e sgranati da eterna bambina erano persi nei suoi sogni. Questo è quello che sapeva fare meglio, sognare ad occhi aperti. Aveva passato così la sua vita, quando la realtà la faceva soffrire si ritirava in quel mondo fantastico dove si sentiva serena ed in pace. Anche gli amori li aveva passati così, sognandoli. Da ragazzina aveva perso la sua famiglia che l’aveva costretta ad una solitudine profonda di cui solo lei era a conoscenza, perché a contatto con il mondo riusciva ad essere allegra, altruista e sorridente. Immersa nei suoi pensieri si accorse di una bambina che la stava osservando. Figura esile, capelli lisci sulle spalle, fronte spaziosa, occhi dolci e teneri ma altrettanto attenti e curiosi. “Ciao”- le disse. Piccola la ricambiò con sguardo complice “Ciao, come ti chiami?” Mi chiamo Stella. E’ un bellissimo nome, complimenti. Si scrutarono ed è come se le loro anime comunicassero in silenzio. Si presero per mano senza quasi accorgersene, poi con quel fare spontaneo tipico dei bambini, Stella si accovacciò fra le gambe della donna mentre lei le cingeva le spalle. Posso raccontarti una storia? “Certo”- rispose allegramente Stella. Ho il sospetto che io e te avremo lo stesso destino, sottovoce e con gli occhi persi nel vuoto queste furono le parole che pronunciò. Incuriosita la bambina le chiese “perché dici così?” Dette seguito al suo racconto senza sosta. C’era una volta una bambina di nome Piccola, bambina gioiosa e piena di vita. Amava giocare all’aria aperta e stare fino a tardi nei prati a correre e a fantasticare. Quando fu ragazzina la vita non fu molto tenera con lei, nel giro di un anno perse la sua mamma ed il suo papà. Il dolore portò Piccola a trasformare completamente il suo carattere, diventò timida, chiusa e taciturna. La solitudine si era impadronita di lei. Si era creata un amico immaginario che altro non era che il suo angelo custode. Lo aveva chiamato Tommaso. Splendido bambino dai riccioli d’oro e dagli occhi azzurri cielo. Tommaso la spronava a ritornare quella di un tempo, le faceva ammirare la bellezza della vita, il sole, i fiori colorati, il mare, l’azzurro del cielo, il vento, finché un giorno Piccola fu la protagonista di un evento straordinario e alquanto bizzarro. Era partita per una breve vacanza. Si trovava su una nave diretta verso la Corsica, quando all’interno della sua cabina improvvisamente una luce abbagliante e un dolce alito di vento invasero l’abitacolo della nave. Rimase immobile e si domandò se fosse tutto vero o se stesse sognando. Una voce calda che lei riconobbe essere quella di suo padre le sussurrò: “tu diventerai una stella. Presto per te si apriranno le porte del paradiso”. Tutta la solitudine imprigionata nel suo cuore sparì sotto forma di una piccola nuvola che si dissolse in un lampo. La sua anima si era ribellata a quella esistenza triste e vuota ed ora poteva iniziare una “nuova” vita. Nonostante tutto si sentiva impaurita e smarrita, così dall’oblò come per magia vide apparire un folletto buffo e curioso di nome Cristof. Cristof la tenne per mano per l’intera notte, facendola sentire al sicuro. E fu lui che le rivelò nei dettagli quale sarebbe stato il suo destino: “Tu Piccola in questa dimensione sarai una stella. Il tuo compito sarà di portare la LUCE nella vita degli esseri umani. Lo farai con il tuo amore, la tua vitalità ed il tuo sorriso. Alla fine della tua missione si spalancheranno per te le porte del paradiso”. Piccola fu molto felice del suo compito e dedicò tutta la sua vita a portare luminosità nel cuore del prossimo. Stella non aveva più mosso un solo muscolo dall’inizio della storia. Era completamente rapita dalle parole che stava ascoltando. La donna pose lo sguardo sul volto della bambina, le accarezzò le guance e la baciò dolcemente sulla fronte. Forse oggi è per questo che ci siamo incontrate. Anche io sono venuta a dirti qual’é la tua missione nel mondo. “STELLA TU SARAI LUCE PER L’UNIVERSO”.
La tua purezza, la tua gioia ed il tuo sorriso porteranno un’energia così carica di amore da trasformarsi in veri miracoli”. Si lasciarono così, emozionate entrambe, con gli occhi colmi di lacrime, strette in un forte e caloroso abbraccio.


Ph Barbara Piacentini

Vittoria, la paura ed il cuore



Era la Vigilia di Natale, il cielo era azzurro come non mai, l’aria asciutta e frizzante come solo a Dicembre puoi sentire.
Il sole splendeva alto e illuminava, insieme alle luci natalizie, le strade festose del centro storico.
Piccola, finalmente, era riuscita a ritagliarsi quel tempo prezioso per andare a trovare Vittoria. 
Elisa ed Andrea erano i genitori di questa splendida creatura. 
Piccola, si ricordava ancora, in maniera nitida, quando Elisa le aveva proposto insistentemente di conoscere Andrea, il suo nuovo amore.
Di Lui, l’aveva colpita il suo modo riservato e timido di abbassare gli occhi.
Ma se lo osservavi in profondità risultava essere un’anima garbata, ironica e spiritosa.
Elisa desiderava davvero con tutto il cuore di poter avere con Andrea, un figlio. 
E lei era arrivata, puntualmente come mamma Elisa aveva desiderato.
Era nata a Primavera, in un giorno di aprile.
Gli occhi vispi ed i capelli rossi come una vera diva del cinema! 
Spiritosa ed ironica come il papà, al quale appena nata aveva fatto la linguaccia!
A Piccola piaceva osservare i bambini, diceva sempre che da loro imparava molto.
Vittoria era energia pura di amore incondizionato.
Mangiava, dormiva ed era soprattutto molto curiosa.
Mentre Elisa le dava la pappa si posò su di lei una coccinella gialla con sette puntini neri.
Curioso – pensò Piccola – da dove era saltata fuori la coccinella?
Il tempo di un pensiero ed era volata via.
La notte di Natale, Vittoria apparve in sogno a Piccola.
Piccola….sono io Vittoria!
Vittoria???!!! Che ci fai qui, che sta succedendo????
Volevo farti comprendere il significato della coccinella, perché anche tu, come me, sei molto curiosa!
È vero – rispose Piccola – la curiosità mi rende viva!
Ti rivelo un segreto – accostando le manine cicciottelle all’orecchio di Piccola –
Quella coccinella ero io!!!! TU????!!!!
Certo, io sono una bambina “Cristallo” riesco a fare magie!!!!
Piccola osservò Vittoria intensamente e sentì che l’energia del cuore si stava espandendo in maniera vertiginosa!
Vittoria ricambiò lo sguardo intenso e pronunciò queste parole: Io sono l’espansione, la fiducia e la protezione.
Tu, mamma e papà siete in una fase di grande cambiamento.
Questo è il momento propizio per esprimere concretamente idee e progetti che erano in fase di ibernazione.
Dovete trasformare le vostre paure in pensieri positivi, affidandovi al processo di trasformazione in atto, così facendo imboccherete la strada della prosperità e del successo. 
Vedi come sembro piccola e indifesa?
In verità le mie elitre dure proteggono le mie diafane ali che mi portano in volo, avendo cura della mia parte delicata e leggera.
Ed è questo che sono venuta a rivelarvi: fluite leggeri come le mie ali di luce e la vita vi regalerà la magia dei vostri sogni.
I miei sette puntini neri faranno il resto.
La fortuna sarà sempre con voi perché é nel vostro cuore che è nascosta la verità: siete tutti esseri perfetti e preziosi!
L’ultima immagine che Piccola ebbe di Vittoria fu il suo visetto paffuto e sorridente che mentre la salutava disse: Mi raccomando non lo dimenticate mai!!!!

Ph Vittoria Macchi


 
 
 
 
 
 
 
 

Vittoria, il vento e le stelle

 
Gli incontri fra Piccola e Vittoria avevano sempre un sapore speciale.
Piccola, ogni volta, si preparava nei minimi dettagli perché per lei Vittoria era fonte di ispirazione  e di curiosità.
Si concretizzarono la vigilia di Natale e la vigilia della Befana, nella casa che papà Andrea possedeva nel centro storico.
Per entrambe le occasioni Piccola portò un piccolo dono a Vittoria.
Un vestitino bianco e blu con una bellissima stella stampata e la calza, che preparò personalmente scegliendo con cura tutte le singole leccornie!
Al primo incontro, oltre a Piccola, erano presenti zia Lily e zia Daniela.
L’impatto all’inizio non fu facile, prima di aprirsi era necessario per entrambe entrare nell’energia giusta.
Di lì a poco tutto iniziò a fluire meravigliosamente.
Piccola rimase colpita da due atteggiamenti particolari che la bambina mise in atto, se ci pensava bene era così che loro comunicavano, attraverso gli occhi ed i gesti.
Piccola addrizzò le antenne quando la zia Daniela, presa in braccio Vittoria, iniziò a soffiarle aria sul viso paffutello, pronunciando questa precisa parola “vento”, facendo illuminare il suo immenso sorriso ad ogni singolo soffio.
Parecchie volte Vittoria fece notare anche le scarpe che indossava, proprio lì come nel suo regalo era stampata una stella!
Incredibile – rifletté Piccola – di tutti i vestiti che le avevano fatto vedere, già sapeva che quello era a lei destinato.
Nel secondo incontro notò soprattutto le loro somiglianze, che spesso mamma Elisa le faceva allegramente notare, di tutti i dolci che erano nella calza scelse quello che avrebbe scelto lei stessa, la cioccolata fondente!
Tornata a casa, come era successo le altre due volte, Vittoria apparve in sogno a Piccola.
Piccola devo rivelarti il mio “terzo segreto”!
Ti devo parlare del “vento”.
Sono pronta – rispose Piccola – ti ascolto!
Il vento è il nostro “alito divino”, il “soffio originatore”, il legame fra il mondo superiore e quello inferiore.
È il petto dell’uomo che ospita l’anima vitale, dove le stelle, con la loro luce, fungono da collegamento tra le forze spirituali e quelle materiali, ovvero tra le idee del mondo celeste e le idee del mondo terreno.
Il vento è aria che si muove, è movimento e cambiamento.
È potenza invasiva che altera gli elementi, che attizza il fuoco, che agita le acque e che infrange i limiti della coscienza individuale portando energia spirituale e vitale.
Il vento è un ponte, il collegamento fra cielo e terra, un elemento di unione e di stabilità che ti porterà al tuo perfetto equilibrio interiore.
Il vento – Piccola – è forza viva in sé per sé, un potere che è in grado di comunicare un linguaggio comprensibile a tutti coloro che voglio capirlo e sentirlo.
Simboleggia Unità, Libertà, Eternità e Solidità.
È un messaggero divino in grado di concretizzare l’energia invisibile.
Quindi voglio portare la tua attenzione su queste mie parole perché tu possa sentire  “il vento che è dentro di te”.
Fai in modo di percepirlo sempre perché questo è un segnale che la tua energia è in continuo movimento, è un segnale che tu SEI VIVA!
Piccola, rapita dalle parole di Vittoria, fece una breve riflessione su come in effetti questo elemento avesse un particolare ascendente su di lei.
Ora lo sapeva, la sua forza vitale non l’aveva mai lasciata andare, ecco perché l’abitudine e la noia le allontanava come fossero peste, ecco perché chi si ostinava a non cambiare soffriva così tanto – era proprio così – il cambiamento era nelle sue corde perché lei voleva vivere e non morire!!
La seconda parte del sogno fu molto particolare.
Vittoria accarezzò il viso di Piccola con dolcezza e guardandola dritta negli occhi le disse: Tu sei una stella, come ti è stato già rivelato qualche tempo fa, ma a volte tu lo dimentichi!
La perfezione e la bellezza del tuo spirito hanno il compito di guidare chi decide di seguire la via che tu hai scelto, quella dell’amore incondizionato.
Comprendo che spesso è stato un compito “ingrato” perché portare luce nella vita altrui smuove le coscienze e subire le reazioni negative è davvero insopportabile!
Ma tu stai facendo un bellissimo allenamento quello del “distacco consapevole”:
Finalmente hai capito che chi reagisce male è solo perché porta dentro di sé una grande sofferenza, che non ha nulla a che vedere con la tua persona.
Risuoni come il famoso “grillo parlante” di Pinocchio!
Tu sei simbolo di equilibrio e di armonia e doni speranza, fiducia e la possibilità di far concretizzare i propri desideri.
Nonostante le numerose difficoltà non ti sei mai data per vinta, hai lottato con caparbietà e costanza non perdendo mai di vista i tuoi obbiettivi.
Ricordati soprattutto che tu sei un corpo celeste che brilla di luce propria.
È importantissimo questo particolare perché brillare di luce propria significa scegliere con consapevolezza la strada da percorrere, e non importa se giusta o sbagliata.
L’importante è prendersi la responsabilità delle proprie scelte perché così facendo la qualità della vita sarà  la migliore che tu possa vivere.
L’ultima immagine del sogno vide Piccola che con delicatezza dette un bacio sulla fronte a Vittoria mentre lei pronunciava queste ultime parole: Soffia leggera come il vento e brilla nella luce del tuo cuore!
 

Ph Mara Lunardi

Piccola, Lorenzo e le fate


A metà di novembre Piccola riuscì a coronare uno dei suoi sogni nel cassetto, vedere pubblicate le sue poesie in un libro.
Dopo molta insistenza le amiche di sempre erano riuscite a convincerla ad organizzare un evento.
Piccola era molto emozionata, ma la sua riservatezza che nascondeva dietro il suo immenso sorriso aveva preso il sopravvento.
Luogo dell’evento l’Agriturismo Le Vallilunghe.
Bastò scendere dalla macchina per accorgersi che in quel luogo l’energia del bosco si respirava a pieni polmoni.
I brutti pensieri come per incanto scomparvero all’istante e tutto iniziò a fluire.
Padrona di casa, insieme al figlio Manuele, Anna Lisa, anima sensibile e variopinta che Piccola aveva già avuto occasione di incontrare.
A completare il quadro, Federica, compagna di vita di Manuele e Lorenzo, il loro splendido bambino.
Gli occhi più vivaci, teneri e attenti che Piccola avesse mai visto in vita sua!
Nell’aria si sentivano due energie ben distinte.
Il tocco di Federica che faceva trasparire la magia del “sacro femminile”.
La presenza del “Gattone”! alias Marco che con il suo amore senza spazio e senza tempo ci aveva fatti volare tutti in una dimensione infinita.
A turno, Mara, Graziella, Milly, Liliana, Annalisa e Virginia lessero le poesie di Piccola.
Si sorprese ad osservare Federica che ascoltava quella che proprio alla sua omonima era dedicata.
Stefania, invece, fu costretta ad interrompere la lettura, rotta da un pianto ricco di emozioni.
Fu straordinario come ogni poesia rispecchiasse l’anima delle amiche presenti.
A completare il gruppo Serena, sorella di Lily, che era venuta appositamente da Roma.
Condivisione, sorriso, pura emozione furono le energie che si toccarono “a pelle”.
Tornata a casa Piccola mise l’acqua nel bouquet che Annalisa le aveva regalato e distesa sul letto sentì all’improvviso la vocina di Lorenzo che le sussurrava all’orecchio.
Piccola…volevo ringraziarti per essere venuta proprio a casa mia a presentare il tuo libro….grazie davvero!!!
…ma già che ci siamo anche io volevo parlarti del mistero che è dentro di te.
Piccola voleva essere sicura di aver compreso bene: il mistero che è dentro di me – hai detto?
Siii Piccola!!!
Tu sei una fata e ancora non lo hai veramente compreso!!!
Le fate, Piccola, adorano rendersi utili ai bambini in molteplici modi.
Ci ricordano che dobbiamo prenderci meno sul serio, giocare e divertirci più spesso.
Amano le feste, la musica e la danza.
Eppure, malgrado tanta dedizione al divertimento, riescono nell’adempimento delle loro responsabilità e questa è una delle lezioni che sono venute ad insegnarci.
Le fate ci ricordano che
La vita è gioiosa e divertente
La natura merita il nostro rispetto
Ogni cosa è viva
Gli animali sono amore incondizionato
Giocare è fondamentale
Hanno ali di libellula e di farfalla e sono qui ad insegnarci l’AMORE che è l’unica vera forza che muove l’universo.
Piccola incredula vide apparire il visetto di Lorenzo, il suo sguardo giocoso incrociò il suo, le strizzò l’occhiolino e la congedò con queste parole: Piccola, ricordati, da oggi tu sei la mia “fatina ufficiale”!!!!!
                                      

 
  Nella foto Lorenzo con mamma Federica e papà Manuele

Il sole e la luna

Siamo nel Sud dell’Italia.
Il paese è tipico dell’entroterra calabrese.
Le case sono incastonate una sopra l’altra in un gioco quasi geometrico che ti lascia senza fiato.
I vicoli sono stretti, ma ogni angolo ti regala un’emozione diversa.
Se scendi, trovi lui, il mare.
Sabbia che si alterna ai sassi tanto da creare una trasparenza abbagliante.
Peter e Titty era qui che avevano deciso di vivere, in una casetta direttamente sul mare.
La loro vita era allietata da due splendidi animali, due cani per la precisione.
Iago il piccolo maschio dal manto color champagne e Bimba la femmina dal pelo corto, nero e di una morbidezza disarmante.
È qui che loro avevano trovato un perfetto equilibrio.
Due anime completamente diverse.
Peter era lo specchio di Bimba.
Un uomo atletico e dalla pelle scura che amava farsi degli amici e stare in compagnia.
Uomo altruista e generoso che aveva dedicato la sua vita all’Arma e alle sue figlie che amava davvero con tutto il suo cuore.
Titty era, invece, lo specchio di Iago.
Introversa ed ipersensibile difficilmente ti faceva intravedere la sua vera essenza.
Figura esile dai capelli chiari e dagli occhi color del cielo.
Loro non lo sapevano, ma c’era qualcuno che si prendeva cura di entrambi.
Si limitava ad  osservarli in silenzio.
Era Paolina, moglie di Robert, fratello minore di Peter.
Per motivi familiari non si vedevano spesso, ma quando succedeva era sempre una festa, tanto che all’inizio dell’estate Paolina aveva deciso di andare a trovarli per una piccola vacanza.
Lei aveva una dote speciale, amava ascoltare le persone perché diceva che nell’ascolto imparava a vivere.
Riusciva a far aprire Titty come pochi ed era orgogliosa di come avesse superato tutte le prove che la vita le aveva fatto affrontare.
Anche nel dolore Titty riusciva a mettere così tanta forza vitale che la parte negativa passava quasi sempre in secondo piano, emergevano solamente la sua grinta e la sua determinazione.
La stima e l’ammirazione che Paolina nutriva nei suoi confronti derivavano dalla sua voglia di lottare senza darsi mai per vinta.
E lo aveva sempre fatto con l’unica arma che possedeva, l’amore che era dentro di lei.
Quando questa potente energia sgorgava e si liberava riusciva a trasformare Titty che diventava una vera “leonessa”.
È così che lei e Peter erano riusciti a diventare una cosa unica.
Avevano sempre condiviso gioie e dolori senza perdersi d’animo.
Peter, una sera, rivolgendosi a Paolina glielo aveva espressamente confessato “quando io e Titty siamo insieme ci innalziamo”.
Paolina ebbe la conferma di come questa energia sia il vero motore dell’universo tanto da far unire il SOLE con la LUNA.

 
Nella foto Iago e Bimba ph Tiziana Berretta