NINA, ENERGIA DIVINA



Fra le tante passioni di Piccola c’era sicuramente la fotografia.
Dopo averci pensato e ripensato, senza indugi, si era iscritta ad un corso base.
All’inizio, avendo sempre quel timore di non essere all’altezza delle situazioni, si era fatta prendere dalla paura.
Ma poi, come sempre succedeva, il suo amico del cuore l’aveva sostenuta ed incoraggiata, anticipandole che l’avrebbe attesa una sorpresa, motivo per cui si era presentata al primo incontro con gioia ed entusiasmo!
Ed in effetti così fu: il docente che avrebbe eseguito il corso si chiamava Maximilian, ma a tutti aveva detto – chiamatemi pure Max – proprio come il suo amico del cuore!
Lei l’aveva colto come un ulteriore segnale che Max le era rimasto sempre accanto anche se fisicamente non era più sulla terra.
Ed era consapevole e felice di poter portare avanti la sua più grande passione insieme alla musica, la fotografia.
In Maximilian, Piccola vedeva riflessa una dote di Max che l’aveva sempre affascinata: la sua “umile genialità”.
Non meno importanti erano state la sua disponibilità e gentilezza che le avevano permesso di proseguire euforica e fiduciosa, ma soprattutto quello che l’aveva colpita di più era stata l’introduzione al significato di “fotografia”, intesa come lo sguardo “dell’occhio interiore”, che era di sicuro la base, insieme naturalmente alla tecnica, per ottenere risultati eccellenti.
Come succedeva di frequente Max in sogno le aveva rivelato un’altra importante verità:
Hai sentito quando Maximilian ha detto che fra fotografi non ci deve essere rivalità? Che ognuno esprime semplicemente le sue emozioni e quello che vede attraverso il cuore? Ebbene, lui ha veramente compreso qual’è il suo compito. Nell’universo i fotografi non sono altro che “gli ambasciatori fra terra e cielo”. Piccola era molto colpita da questa rivelazione e aveva chiesto una spiegazione più dettagliata. In primis, ti rivelo che chi detta le linee guida sul pianeta terra non è la realtà materiale, ma bensì quella spirituale. In pratica, quello che succede nello spirito si manifesta poi nella materia e non viceversa. Tutti i mestieri, pertanto, “nascondono” uno scopo spirituale e non materiale. Quindi, chi a livello animico, sceglie di diventare “fotografo” funge da “canale” fra terra e cielo. Diventa messaggero di quello che succede sulla terra, una sorta di “album fotografico vivente” che testimonia quanto le vibrazioni energetiche possano scendere o salire.
Piccola non aveva mai considerato che i mestieri potessero nascondere un ruolo universale sulla terra. Oltre a Maximilian, aveva avuto la fortuna di conoscere anche sua moglie Serena.
Anima spumeggiante e genuina, le aveva raccontato che di mestiere faceva “le pulizie nelle case”.
Le era venuto spontaneo chiedersi cosa significasse scegliere questo lavoro.
Sorridendo Max aveva risposto ricordando le parole di Gesù: Beati gli ultimi perché saranno i primi”. In verità chi pulisce le case è un “pulitore energico del cuore”. Nello spirito “la casa” rappresenta l’energia del cuore e chi si mette a disposizione in questo senso aiuta le persone a fare pulizia dentro di sé. Il cuore spesso è chiuso per rabbia, gelosia, invidia e non permette di vivere una vita che sia lo specchio di quello che siamo realmente dentro di noi. Molti sono più intenti ad accumulare denaro, cose materiali, e in special modo a confrontarsi con la vita degli altri e non la propria. In questo stato di coscienza ti riconoscerai sempre e solo in questo ruolo, quello della vittima e non farai mai un passo avanti nella tua evoluzione.
Come sempre, gli insegnamenti di Max erano per Piccola fonte di luce ed amore incondizionato.
Qualche giorno più tardi Maximilian aveva condiviso nel gruppo di fotografia le foto che aveva scattato alla figlia Nina.
D’istinto Piccola le aveva così commentate: Anima arguta e piena di luce. Decisa ma allo stesso tempo molto dolce ed altruista.
E come le era successo in passato con i bambini con cui si era connessa, Nina le apparve in sogno.
Sicuramente non scorderà mai la lucentezza e l’esuberanza del suo sguardo.
Con Nina, a differenza delle altre volte, la connessione era così intensa che non fu necessario nessun preambolo.
Nina semplicemente emanava energia di amore incondizionato e libertà.
Per qualche minuto, infatti, si guardarono semplicemente negli occhi perché l’una comunicava con l’altra attraverso un “complice silenzio”.
Nel corpo fisico Piccola sentiva a pelle le vibrazioni come una sorta di brivido che la attraversava dalla punta della testa ai piedi.
Una sensazione piacevole che la faceva sentire in pace e piena di energia.
Quello che Nina disse fu una sorta di balsamo per il cuore di Piccola:
in questa nuova energia i portali sono spalancati e attraverso l’elasticità della mente sarà possibile raggiungere qualsiasi traguardo. Sarà naturalmente l’energia del cuore che vi guiderà ed è a lei che dovrete dare più spazio.
Attenzione, però, l’energia del cuore non è quella che tanti credono, ovvero essere amorevoli, compiere buone azioni e così via, l’energia del cuore è collegata al nostro vero Sè, ed è quella che ti suggerisce sempre quale sia la strada giusta da intraprendere.
Anche se a volte ti sembra la più faticosa. La fatica, la disciplina, la perseveranza servono per tirare fuori tutta la forza che hai dentro.
Cosa farà davvero la differenza sarà prendersi la propria responsabilità individuale. Se tu, in prima persona, non accetti di essere responsabile delle tue azioni, delle tue scelte, della tua vita, troverai continuamente una scusa, perché sarà sempre qualcosa di esterno a renderti infelice. Credimi, la vera libertà sarà, invece, avere la volontà di essere responsabili di noi stessi. Di conseguenza la libertà ti consentirà di esprimere le tue idee, perseguire i tuoi obiettivi e vivere la vita secondo i tuoi valori e principi. La libertà favorirà sempre l’innovazione, la creatività e ti darà costantemente l’opportunità di realizzare il tuo potenziale.
Sarà importante non chiudersi a riccio, ma imparare ad ascoltare l’altro. Hai fatto caso, Piccola,  come sia difficile chiedere scusa? Chiedere scusa, invece, non è un atto di sconfitta, non è una bandiera bianca, anzi, é un atto liberatorio che ti permette di ricominciare daccapo una situazione, elevandola di frequenza, proprio perché riparte da un presupposto di assunzione di responsabilità. Ammettere i propri errori contribuisce al confronto, alla risoluzione dei problemi, a porre le basi per creare un rapporto di stima e di rispetto. Ricordalo sempre, Piccola, se errare è umano, ammettere di aver sbagliato e chiedere scusa, eleverà sempre la tua vibrazione e ti renderà davvero “divina”!!!!
Fu con questa parola che Nina si congedò rendendo consapevole Piccola che quella era davvero l’energia che questa incantevole creatura emanava.














Piccola, Romeo e la gioia di vivere

Piccola aveva conosciuto Cinzia tramite amiche comuni.
Di lei aveva subito apprezzato la sua ironia e la sua leggerezza nell’affrontare la vita.
Dall’unione con Sergio, il suo compagno cubano, a fine novembre, era nato Romeo.
Di pelle olivastra come quella del papà si era affacciato al mondo con due grossi occhi neri pieni di gioia e serenità.
Quando la prima volta Piccola lo aveva incontrato lo aveva attentamente osservato ed era rimasta piacevolmente stupita di come l’amore di sua madre lo rendeva semplicemente felice di essere su questa terra.
Pacifico come solo i bambini in contatto con la loro anima sanno essere.
Nel frattempo nell’intero universo una pandemia scatenata da un virus chiamato “Covid 19” aveva sconvolto la realtà di ogni singolo essere umano.
Per mesi il virus ci aveva costretti a ritirarci nelle nostre case, senza la possibilità di avere contatti esterni.
Per Piccola, che amava i bambini proprio perché riusciva a vedere attraverso i  loro occhi, era stata un’occasione per prendersi cura di sé stessa.
Un periodo positivo che le aveva permesso di conoscersi meglio e di mettersi al primo posto nelle priorità della sua esistenza.
A primavera inoltrata, finalmente, era riuscita ad incontrare Cinzia e Romeo.
Avevano passato una bella mattinata insieme all’insegna del sorriso e della condivisione.
L’estate era passata veloce e l’autunno aveva portato nuove restrizioni a causa del diffondersi del virus.
Ma lei era abituata a seguire il suo istinto, ovvero il suo cuore ed a Natale aveva deciso di fare un regalino a Romeo.
Aveva fantasticato su una lavagna con dei colori od una piccola pianola, ma poi aveva optato per dei capi di abbigliamento, perché per essere sincera, dinanzi la Città del Sole, il suo negozio preferito di giocattoli,  c’era una fila chilometrica!
Era rimasta particolarmente soddisfatta della maglietta con la faccia di Spiderman!
Ed in effetti Cinzia le aveva confidato che ora Romeo era proprio come un piccolo ragnetto che si arrampicava dappertutto!
La notte della Befana, come le era già capitato, aveva ospitato Romeo nei suoi sogni.
Era apparso vivace e raggiante ed aprendo la porta del sogno le era andato incontro ringraziandola con entusiasmo della preziosa maglietta!
Poi con occhi sgranati e seri si era espresso così:
Piccola, ricorda sempre che da un grande potere derivano grandi responsabilità!
In quel momento Piccola ricordò che queste parole erano le stesse che Peter Parker, alias Spiderman, ricevette dallo zio prima di morire.
Ok – gli rispose, me lo ricorderò.
A ciò, voglio aggiungere questo ulteriore insegnamento per te.
Occhi negli occhi, Romeo proseguì con queste precise parole:
La ragnatela può avere due facce, può intrappolare  od essere un incredibile mezzo creativo.
Chi tesse la propria “tela”, infatti, è indipendente ed autonomo. Questa rete sostiene e libera la capacità di progettare le proprie idee ed i propri sogni.
Ma purtroppo molti esseri umani se lo sono dimenticato!
Questo sarà il tuo compito, perché tu hai imparato a tessere la tua tela! Dovrai aiutarli a ricordarselo sempre! Perché solo così potranno raggiungere la propria libertà interiore.
Romeo proseguì elargendo un immenso sorriso a Piccola:
In verità, tu sei molto attratta da me perché il tuo spirito è rimasto legato al mio paese di origine, Cuba!
Dentro di te, durante il viaggio di nozze, è avvenuto un grande cambiamento.
Ricordi gli uragani?
E le palme piegate dal vento?
Bene, la tua anima si è ricordata di quanta FORZA VITALE c’è in te e seppur con il dovuto tempo, sei riuscita a liberare questa fantastica energia.
A Cuba hai trovato la voglia di fare un salto nel tempo, senza fretta e senza affanno.
Ti ha insegnato l’arte dell’attesa e la flessibilità davanti agli imprevisti.
Ti ha sconvolta, ti ha tolto ogni certezza, ti ha divertito e fortificato.
Tu hai sperimentato come i cubani sono i migliori ballerini del mondo, perché nel ballo oltre ad essere disciplinati lottano per rimanere a galla.
Ballano con resistenza ed eleganza.
Allegria e GIOIA DI VIVERE sono nel loro DNA, nonostante non abbiano mai vissuto completamente liberi perché la loro gioia e la loro libertà è nella loro essenza.
Il loro spirito è fiero, festoso e solare, ma la loro allegria ed i loro colori arrivano da una GIOIA SEMPLICE.
A Cuba ti sei sentita a “casa” perché ti sei riconosciuta.
E nonostante la vita ti abbia presentato numerosi ostacoli tu non ti sei mai arresa.
Piccola, la vita è un BALLO GIOIOSO, ARMONICO e LEGGERO che ti permette di vivere ogni istante con brio, vivacità e gratitudine!
Rammentalo sempre, perché quello che seminerai ti ritornerà in abbondanza!
Nell’ultima immagine Romeo si avvicina a Piccola e la stringe forte a sé.
Ma chissà se poi è un sogno o una magnifica realtà!

La piccola Stella

La villa sul lago era lì. Imponente. Bellissima. I soffitti di legno raccontavano di storie antiche e passate. L’energia era tangibile, forte, magnetica.
È così che Piccola, donna solare e malinconica si ritrovò da sola a vagare tra quelle pareti, quell’energia l’aveva quasi stregata.

Il suo movimento la rappresentava tutta. Leggeri i suoi passi come la sua anima. La meraviglia dei luoghi faceva sì che la sua purezza venisse alla luce. Salì le scale tutte d’un fiato, all’ultimo piano una finestra di legno ammirava, tramite i vetri, il maestoso lago. Piccola si soffermò un istante, lo sguardo fisso, l’acqua per lei era fonte di vita. Non seppe quanto riuscì a stare immobile guardando il lago, il sole le illuminava i capelli un po’ scomposti, gli occhiali colorati di un arancio acceso, le labbra perfette, carnose quel tanto che basta. Gli occhi vispi e sgranati da eterna bambina erano persi nei suoi sogni. Questo è quello che sapeva fare meglio, sognare ad occhi aperti. Aveva passato così la sua vita, quando la realtà la faceva soffrire si ritirava in quel mondo fantastico dove si sentiva serena ed in pace. Anche gli amori li aveva passati così, sognandoli. Da ragazzina aveva perso la sua famiglia che l’aveva costretta ad una solitudine profonda di cui solo lei era a conoscenza, perché a contatto con il mondo riusciva ad essere allegra, altruista e sorridente. Immersa nei suoi pensieri si accorse di una bambina che la stava osservando. Figura esile, capelli lisci sulle spalle, fronte spaziosa, occhi dolci e teneri ma altrettanto attenti e curiosi. “Ciao”- le disse. Piccola la ricambiò con sguardo complice “Ciao, come ti chiami?” Mi chiamo Stella. E’ un bellissimo nome, complimenti. Si scrutarono ed è come se le loro anime comunicassero in silenzio. Si presero per mano senza quasi accorgersene, poi con quel fare spontaneo tipico dei bambini, Stella si accovacciò fra le gambe della donna mentre lei le cingeva le spalle. Posso raccontarti una storia? “Certo”- rispose allegramente Stella. Ho il sospetto che io e te avremo lo stesso destino, sottovoce e con gli occhi persi nel vuoto queste furono le parole che pronunciò. Incuriosita la bambina le chiese “perché dici così?” Dette seguito al suo racconto senza sosta. C’era una volta una bambina di nome Piccola, bambina gioiosa e piena di vita. Amava giocare all’aria aperta e stare fino a tardi nei prati a correre e a fantasticare. Quando fu ragazzina la vita non fu molto tenera con lei, nel giro di un anno perse la sua mamma ed il suo papà. Il dolore portò Piccola a trasformare completamente il suo carattere, diventò timida, chiusa e taciturna. La solitudine si era impadronita di lei. Si era creata un amico immaginario che altro non era che il suo angelo custode. Lo aveva chiamato Tommaso. Splendido bambino dai riccioli d’oro e dagli occhi azzurri cielo. Tommaso la spronava a ritornare quella di un tempo, le faceva ammirare la bellezza della vita, il sole, i fiori colorati, il mare, l’azzurro del cielo, il vento, finché un giorno Piccola fu la protagonista di un evento straordinario e alquanto bizzarro. Era partita per una breve vacanza. Si trovava su una nave diretta verso la Corsica, quando all’interno della sua cabina improvvisamente una luce abbagliante e un dolce alito di vento invasero l’abitacolo della nave. Rimase immobile e si domandò se fosse tutto vero o se stesse sognando. Una voce calda che lei riconobbe essere quella di suo padre le sussurrò: “tu diventerai una stella. Presto per te si apriranno le porte del paradiso”. Tutta la solitudine imprigionata nel suo cuore sparì sotto forma di una piccola nuvola che si dissolse in un lampo. La sua anima si era ribellata a quella esistenza triste e vuota ed ora poteva iniziare una “nuova” vita. Nonostante tutto si sentiva impaurita e smarrita, così dall’oblò come per magia vide apparire un folletto buffo e curioso di nome Cristof. Cristof la tenne per mano per l’intera notte, facendola sentire al sicuro. E fu lui che le rivelò nei dettagli quale sarebbe stato il suo destino: “Tu Piccola in questa dimensione sarai una stella. Il tuo compito sarà di portare la LUCE nella vita degli esseri umani. Lo farai con il tuo amore, la tua vitalità ed il tuo sorriso. Alla fine della tua missione si spalancheranno per te le porte del paradiso”. Piccola fu molto felice del suo compito e dedicò tutta la sua vita a portare luminosità nel cuore del prossimo. Stella non aveva più mosso un solo muscolo dall’inizio della storia. Era completamente rapita dalle parole che stava ascoltando. La donna pose lo sguardo sul volto della bambina, le accarezzò le guance e la baciò dolcemente sulla fronte. Forse oggi è per questo che ci siamo incontrate. Anche io sono venuta a dirti qual’é la tua missione nel mondo. “STELLA TU SARAI LUCE PER L’UNIVERSO”.
La tua purezza, la tua gioia ed il tuo sorriso porteranno un’energia così carica di amore da trasformarsi in veri miracoli”. Si lasciarono così, emozionate entrambe, con gli occhi colmi di lacrime, strette in un forte e caloroso abbraccio.






























































Vittoria, la paura ed il cuore



In una mattina di maggio, Piccola e Vittoria, ebbero l’occasione di incontrarsi di nuovo.
Il sole splendeva alto dentro un cielo azzurro ed il vento completava l’opera rendendo l’aria pura e frizzante.

Luogo dell’incontro la riva del fiume della città.
Insieme ad Andrea ed Elisa parteciparono ad una marcia tutta al femminile in ricordo della nonna paterna d
i Vittoria, nonna Silvana.
Lei si era presentata così: completino rosa, viso paffutello e raggiante, sulle spalle del suo amatissimo papà!
Completava il gruppo Graziella, una delle amiche del cuore di Piccola.
Durante la passeggiata Vittoria si era gustata con piacere le novità del luogo, i papaveri alti, lo scorrere dell’acqua ed il volare di tanti palloncini colorati.
Fu così che la stessa notte Vittoria riapparve in sogno a Piccola.
Piccola …sono ancora io!
Vittoria …che sorpresa!
Devo assolutamente parlare con te!
Sono qui – Vittoria – dimmi pure!
Hai visto che oggi indicavo il tuo tatuaggio????
Si ho notato! E’ una frase bellissima!
E tu, come me, devi ricordarlo più spesso alle persone che incontri!
Mai controcuore, è così che dobbiamo vivere per essere felici!
Sai, è molto più semplice di quello che crediate!
Che vuoi dire – domandò Piccola.
Voglio dire che le strade da percorrere sono solamente due.
Quella della paura e quella del cuore.
Se rimani sintonizzato sulla prima tutto ti apparirà più difficile e pesante.
Entrerai in un circolo vizioso, dove solo tu sei l’artefice di quello che ti accade.
Lì ti sentirai brutto, sbagliato, debole ed indeciso.
Solitudine e tristezza saranno le tue compagne preferite.
Piccola d’istinto chiese a Vittoria di parlare della via del cuore.
Essere sintonizzati sulle frequenze del cuore è un viaggio entusiasmante!
Riesci a percepire colori di ogni tipo.
Riesci a percorrere vie variopinte ed alternative.
Riesci a riconoscere la tua vera essenza e la tua vera bellezza.
Il linguaggio è semplice perché l’energia dell’amore fa fluire, proprio come fa il fiume,
tutto nella giusta direzione.
La fatica diventa un trampolino di lancio che si trasforma nella tua forza interiore.
Piccola, pensierosa cercò intensamente gli occhi di Vittoria, ma lei sapeva già cosa voleva chiederle.
Vittoria alzò le manine rispondendo così a Piccola: Mah!! Non ho ancora capito perché vi risulti così difficile!
Ti rivelo il mio secondo “segreto”: percepite la vita attraverso i miei occhi, ovvero attraverso quelli del bambino che è dentro di voi, perché quella sarà l’unica via per essere sempre “Mai controcuore”!
Si abbracciarono strette ed in quel preciso istante Piccola comprese cosa significasse la parola “magia”.
























 
 
 
 
 
 
 
 

Vittoria, il vento e le stelle

Gli incontri fra Piccola e Vittoria avevano sempre un sapore speciale.
Piccola, ogni volta, si preparava nei minimi dettagli perché per lei Vittoria era fonte di ispirazione e di curiosità.
Si concretizzarono la vigilia di Natale e la vigilia della Befana, nella casa che papà Andrea possedeva nel centro storico.
Per entrambe le occasioni Piccola portò un piccolo dono a Vittoria.
Un vestitino bianco e blu con una bellissima stella stampata e la calza, che preparò personalmente scegliendo con cura tutte le singole leccornie!
Al primo incontro, oltre a Piccola, erano presenti zia Lily e zia Daniela.
L’impatto all’inizio non fu facile, prima di aprirsi era necessario per entrambe entrare nell’energia giusta.
Di lì a poco tutto iniziò a fluire meravigliosamente.
Piccola rimase colpita da due atteggiamenti particolari che la bambina mise in atto, se ci pensava bene era così che loro comunicavano, attraverso gli occhi ed i gesti.
Piccola addrizzò le antenne quando la zia Daniela, presa in braccio Vittoria, iniziò a soffiarle aria sul viso paffutello, pronunciando questa precisa parola “vento”, facendo illuminare il suo immenso sorriso ad ogni singolo soffio.
Parecchie volte Vittoria fece notare anche le scarpe che indossava, proprio lì come nel suo regalo era stampata una stella!
Incredibile – rifletté Piccola – di tutti i vestiti che le avevano fatto vedere, già sapeva che quello era a lei destinato.
Nel secondo incontro notò soprattutto le loro somiglianze, che spesso mamma Elisa le faceva allegramente notare, di tutti i dolci che erano nella calza scelse quello che avrebbe scelto lei stessa, la cioccolata fondente!
Tornata a casa, come era successo le altre due volte, Vittoria apparve in sogno a Piccola.
Piccola devo rivelarti il mio “terzo segreto”!
Ti devo parlare del “vento”.
Sono pronta – rispose Piccola – ti ascolto!
Il vento è il nostro “alito divino”, il “soffio originatore”, il legame fra il mondo superiore e quello inferiore.
È il petto dell’uomo che ospita l’anima vitale, dove le stelle, con la loro luce, fungono da collegamento tra le forze spirituali e quelle materiali, ovvero tra le idee del mondo celeste e le idee del mondo terreno.
Il vento è aria che si muove, è movimento e cambiamento.
È potenza invasiva che altera gli elementi, che attizza il fuoco, che agita le acque e che infrange i limiti della coscienza individuale portando energia spirituale e vitale.
Il vento è un ponte, il collegamento fra cielo e terra, un elemento di unione e di stabilità che ti porterà al tuo perfetto equilibrio interiore.
Il vento – Piccola – è forza viva in sé per sé, un potere che è in grado di comunicare un linguaggio comprensibile a tutti coloro che voglio capirlo e sentirlo.
Simboleggia Unità, Libertà, Eternità e Solidità.
È un messaggero divino in grado di concretizzare l’energia invisibile.
Quindi voglio portare la tua attenzione su queste mie parole perché tu possa sentire “il vento che è dentro di te”.
Fai in modo di percepirlo sempre perché questo è un segnale che la tua energia è in continuo movimento, è un segnale che tu SEI VIVA!
Piccola, rapita dalle parole di Vittoria, fece una breve riflessione su come in effetti questo elemento avesse un particolare ascendente su di lei.
Ora lo sapeva, la sua forza vitale non l’aveva mai lasciata andare, ecco perché l’abitudine e la noia le allontanava come fossero peste, ecco perché chi si ostinava a non cambiare soffriva così tanto – era proprio così – il cambiamento era nelle sue corde perché lei voleva vivere e non morire!!
La seconda parte del sogno fu molto particolare.
Vittoria accarezzò il viso di Piccola con dolcezza e guardandola dritta negli occhi le disse: Tu sei una stella, come ti è stato già rivelato qualche tempo fa, ma a volte tu lo dimentichi!
La perfezione e la bellezza del tuo spirito hanno il compito di guidare chi decide di seguire la via che tu hai scelto, quella dell’amore incondizionato.
Comprendo che spesso è stato un compito “ingrato” perché portare luce nella vita altrui smuove le coscienze e subire le reazioni negative è davvero insopportabile!
Ma tu stai facendo un bellissimo allenamento quello del “distacco consapevole”:
Finalmente hai capito che chi reagisce male è solo perché porta dentro di sé una grande sofferenza, che non ha nulla a che vedere con la tua persona.
Risuoni come il famoso “grillo parlante” di Pinocchio!
Tu sei simbolo di equilibrio e di armonia e doni speranza, fiducia e la possibilità di far concretizzare i propri desideri.
Nonostante le numerose difficoltà non ti sei mai data per vinta, hai lottato con caparbietà e costanza non perdendo mai di vista i tuoi obbiettivi.
Ricordati soprattutto che tu sei un corpo celeste che brilla di luce propria.
È importantissimo questo particolare perché brillare di luce propria significa scegliere con consapevolezza la strada da percorrere, e non importa se giusta o sbagliata.
L’importante è prendersi la responsabilità delle proprie scelte perché così facendo la qualità della vita sarà la migliore che tu possa vivere.
L’ultima immagine del sogno vide Piccola che con delicatezza dette un bacio sulla fronte a Vittoria mentre lei pronunciava queste ultime parole: Soffia leggera come il vento e brilla nella luce del tuo cuore!