Attraverso le acque calme del lago e quelle frizzanti del ruscello Catturo il mio VERO SE’ Converso con lo spirito dell’aria che mi suggerisce una bizzarra metamorfosi Sono radici che abbracciano Teneramente il tronco dell’albero A turno sono libellula, coccinella, farfalla Danzo nel cielo di un celeste pastello E mi scaldo leggiadra ai raggi di sole Raggiungendo d’incanto la mia pace interiore Ph Paola Martinelli
La gioia è un’energia ribelle come un’onda che imperterrita vuole raggiungere la riva come il canto di un coro di cicale come l’alternarsi dei colori d’autunno come il sole che mi scalda il cuore ed il vento che mi accarezza l’anima
L’avevo amata soprattutto per questo per il suo coraggio di cambiare per la sua flessibilità nel comprendermi anche quando ho alzato un muro alto e spesso per la sua ingenuità che inconsapevolmente anche senza intenzione, trovava sempre il rimedio per la sua calma ed il suo proteggermi che come una magia mi hanno aperto uno spiraglio di luce Lei, la mia via d’uscita
Attraverso questi vetri opachi e spenti finalmente io vedo: vedo il tuo viso sorridente vedo il bagliore dei tuoi occhi vedo la tua mano che mi porterà oltre le nuvole fino a toccare il cielo
E’ tempo di tirare le somme non dimentico la delusione per riconoscere quanto sia straordinaria la speranza non dimentico l’indifferenza per riconoscere che ci sono sempre due braccia forti pronte ad abbracciarmi non dimentico gli schiaffi ricevuti per riconoscere il perdono del cuore non dimentico le giornate monotone e grigie per riconoscere l’intensità di un raggio di sole non dimentico la via dell’amore per riconoscere in lei il mio sguardo più bello