Si sono incontrati in un pomeriggio di giugno le mani di lei hanno scrutato il suo corpo centimetro per centimetro si è spogliato di tutti gli strati non più necessari ora non si vedono ma si sentono sono certi che si incontreranno di nuovo quando saranno pronti avverrà in modo naturale e spontaneo il sole li ha guidati Perché loro avevano compreso che anche il sole è una stella
In quel definitivo tramonto C’è un cerchio che si chiude L’imprevisto finale lascia un gusto un po’ amaro Con la consapevolezza del traguardo raggiunto e della ricchezza acquisita Mentre il filo di luce si Spegne nel mare Rimane il risuono delle Tue ultime parole Ti ricorderò per sempre Per il sorriso che c’è in te
Un agire nuovo l’osservazione degli umani attraverso il distacco emotivo come in un film dove tutti si sentono protagonisti e tu sei lo spettatore l’arte del passo indietro
La mia vita come una fotografia Nel rullino scorrono immagini a colori ed in bianco e nero l’esplorazione che alterna pena ed affanno sconcerto e felicità l’obbiettivo ora è limpido la strada è spianata la consapevolezza che il viaggio mi ha fatto dimenticare la meta
Mi osservo davanti allo specchio Sul volto conto le rughe testimoni del mio viaggio terreno ora guardo dentro: in quell’alternarsi di pensieri i sentimenti stanno a galla i cattivi umori affogano e si disperdono una brezza fresca mi fa rabbrividire la schiena in quel preciso istante il mio passato è inghiottito da un’onda fragorosa Mi ascolto: sento finalmente la mia voce Pronta per il futuro che mi aspetta