Seduta su questa seggiola
il pensiero è costretto a fermarsi
L’isolamento mi riconduce ad
un’esistenza privata
Nel ritiro della mia anima finalmente
non nascondo più chi sono
Vivacità  liberatoria
che mi da’ sollievo
Avevo bisogno di silenzio
Avevo bisogno di camminare da sola
Una abissale esigenza di verità
in una realtà lieve e surreale
L’amore al tempo del “coronavirus”

Ph Federica Sorbi